Piccoli Draghi ®

(Corso per bambini- bambine da 5  a 10 anni)

Le attività per i Praticanti più giovani, da noi chiamati "Piccoli Draghi", intendono contribuire ad una crescita "forte" ed armoniosa, sia sul piano fisico che su quello psicologico e sociale.
Utilizzando il gioco come strumento principale della Pratica, graduandolo a seconda delle diverse età, si arriverà ad approfondire la proposta educativa affrontando il problema della sicurezza individuale come nodo centrale di crescita, utilizzando il gruppo come luogo di formazione psico-sociale e l`azione come strumento capace di attivare non solo dinamiche fisico-motorie, ma relazionali e intra-psichiche.

I giovani Praticanti sono messi in modo graduale di fronte a situazioni di impegno fisico, di immobilità e di aggressività, sempre nel rispetto delle regole e del "Qui ed Ora", per apprendere a mantenersi concentrati e presenti a se stessi.

Gli Obiettivi principali:

  • Favorire una "crescita" della persona sotto il profilo cognitivo ed emotivo, onde consentirle una migliore gestione di sé, delle proprie emozioni e quindi delle relazioni sociali
  • aumentare la capacità di affrontare situazioni problematiche sulla base di una maggior sicurezza personale e di un più profondo senso della collaborazione con “l'altro" e di solidarietà sociale.

Elementi fondamentali sviluppati nella Pratica sono:

  • la flessibilità, fisica e mentale
  • l'autocontrollo
  • il non agonismo, punto questo importante per non indurre ansie da prestazione e inutili rivalità.
  • la conoscenza e consapevolezza del proprio corpo
  • la conoscenza dei propri limiti e delle proprie risorse

La Pratica

Nella Pratica delle Arti Marziali i giovani si troveranno a contatto con coetanei, ma anche con bambini più piccoli o più grandi di età. Questo permette di responsabilizzare i più grandi nei confronti dei più piccoli e viceversa, stimolando i più piccoli con l'esempio dei più grandi.

Nella Pratica troviamo esercizi ludici per favorire lo sviluppo degli schemi motori, dei riflessi senso-percettivi, dell'equilibrio.
Troviamo poi le prime forme di rotolamenti e di cadute per favorire il primo contatto con il suolo, superandone la paura.
Gradatamente all'età ed al livello dei Praticanti si prosegue l'addestramento impostando le prime tecniche di "autodifesa" per poi approfondirle con il tempo. Le stesse tecniche e i principi si trovano nelle prime forme di combattimento dove per combattimento si intende non uno scontro con il compagno ma un confronto, per aiutarsi a conoscere le proprie emozioni e a far scaturire le proprie potenzialità più nascoste.
La Pratica si svolge nei Kwoon – Dojo (palestra) ma anche in luoghi naturali dove il giovane Praticante si trova in un ambiente "diverso" imparando ad apprezzarlo e non a temerlo.

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Oppure contattaci direttamente al numero 3462420474

 Piccoli Draghi® è registrato dal WORLD CSAMO-EKTA FEDERATION

Arti marziali per bambini

Dire bambini è dire gioco, dire gioco equivale a movimento quindi sport. Lo sport per i bambini è una cosa molto importante, se pensiamo che è tramite il gioco, il movimento, che il bambino impara a conoscere, a scoprire il proprio corpo, ad accettarlo e ad amarlo.Non dimentichiamo che ognuno di noi comunica con gli altri non solo con la parola, ma soprattutto con il proprio corpo. È il corpo che comunica sensazioni, emozioni, simpatie, odio, amore affetto, amicizia…

Questo spazio è dedicato alle arti marziali rivolte ai bambini, come metodo di crescita sportiva ed interpersonale.

La nostra qualità di vita è composta principalmente da tre elementi che convivono in equilibrio fra loro: fisico, mente, stato emotivo-emozionale.
L’ elemento “fisico”, lo dice la parola stessa, è il complesso di muscoli, tendini, ossa, tutti gli organi interni, tutti gli elementi che lo compongono, quindi la “macchina umana”.
Il secondo elemento è la nostra “mente”, dove vengono immagazzinati e conservati tutti i dati in nostro possesso fin dal momento della nostra nascita.
Il terzo elemento è la parte “emotivo-emozionale”, tutta la serie di sensazioni:amore, odio, paura, coraggio, felicità, tristezza, ecc…, tutte queste sensazioni sono l’energia, la forza, il motivo conduttore che determina e motiva le varie espressioni del nostro comportamento.

Per ogni sensazione o stato emotivo, esiste un relativo “linguaggio” esterno, composto da parole, gesti ed atteggiamenti che la evidenziano.

Con il metodo di studio creato per questa categoria si cerca di favorire al massimo lo sviluppo di tutte quelle abitudini fondamentali tanto importanti per il bambino:
Psicomotorie: percezione del proprio corpo, rapporto spazio- temporale, coordinazione ed equilibrio.
Sociomotorie: dandogli il piacere, il gusto della pratica della disciplina scelta, sotto forma di gioco. Miglioreremo il comportamento del bambino integrandolo nel gruppo. E soprattutto preparandolo nel modo migliore ad una ben più importante integrazione sociale.
Psicologiche: tutte queste attività dinamiche con continue sensazioni ed esperienze diverse, continuamente confrontate con gli altri partners lo aiuteranno a prendere coscienza delle proprie capacità e disponibilità psico-fisiche, dandogli quella sicurezza necessaria alla maturazione.
Fisiologiche: la maggior richiesta funzionale rivolta ai vari organi ed apparati quali cardiocircolatorio, respiratorio, locomotore, concorre a rinforzarli ed a renderli più resistenti, aumentando la capacità di lavoro individuale.

La figura dell’insegnante.
Alla luce di queste varie considerazioni, la figura dell’insegnante riveste un’ importanza primaria. Oltre a possedere una buona attitudine pedagogica ed avere un’ ottima preparazione tecnico-fisica, deve conoscere perfettamente il funzionamento dei vari meccanismi. E per meccanismi non si intende solamente quello fisico, ma anche e soprattutto la conoscenza dei meccanismi mentali psico-fisici, altrettanto importanti per un istruttore che vuole raggiungere dei risultati soddisfacenti.
Tutto questo gli fornirà il necessario bagaglio per iniziare un allenamento, tenendo presente alcune regole:
creare un’atmosfera di lavoro distesa, mantenendo nello stesso tempo viva l’attenzione del bambino senza annoiarlo ne stancarlo;
cominciando facendogli scoprire a poco a poco lo sport senza imporre l’attività che il bambino ha scelto;
tener sempre presente che nella tecnica, il movimento non è fine a se stesso, ma deve essere un mezzo di acquisizione di tutti i vari elementi che contribuiranno allo sviluppo del bambino;
conoscere l’esercizio e presentarlo in maniera chiara, semplice servendosi anche di esempi e di dimostrazioni;
più che di insegnamento di tecniche, inizialmente bisognerà valutare l’attitudine, la disponibilità e le capacità fisiche del bambino per coinvolgerlo nel discorso comune del gruppo;
la pazienza, la calma, la costanza, saranno le armi migliori che un insegnante dovrà e potrà usare con i suoi piccoli allievi.
Ogni allenamento inizierà e finirà con il saluto rituale, questo favorirà anche l’inserimento nel gruppo dell’ultimo arrivato. L’ insegnante deve essere discreto, calmo, i comandi devono essere chiari, semplici e brevi.
Il metodo di studio, intende sviluppare nel bambino anche l’attenzione.

  • Per conoscere il centro più vicino che offre questo tipo di corso ti invitiamo a contattarci al numero: 3349966259 oppure contattaci tramite email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Le arti marziali ed i bambini

Sicurezza e disciplina, sport e filosofia di vita: questo è ciò che offrono le antiche discipline orientali.

L’attività fisica educa il bambino all’interiorizzazione di un comportamento basato sul reciproco rispetto, sulla fiducia, sulla collaborazione nell’osservanza di regole e della solidarietà. Bisogna dare spazio allo sport in questa società dove televisione, video games sostituiscono gli incontri tra ragazzi nei campetti per giocare, correre, litigare e fare pace. E’ quindi necessario che ogni genitore abbracci la filosofia che vede nello sport un efficiente strumento di educazione sociale, non solo concepito come pratica agonistica di alta prestazione ma anche, e soprattutto, come attività del tempo libero svolta per snellire il fisico e la mente. Infatti, attività fisiche come le arti marziali non sono rivolte al solo miglioramento della prestazione fisica e di combattimento, ma soprattutto, volte alla formazione di un individuo più disponibile e adattabile alle diverse circostanze nelle quali si imbatte. Se vengono praticate con serietà e costanza, le arti marziali consentono al bambino di avere una visione globale dei piccoli e grandi problemi della vita, con maggiore capacità di tolleranza e comprensione dei propri simili. Creano un forte senso di sicurezza e permettono di scaricare le tensioni, le aggressività accumulate durante la giornata ad esempio, il grido, che sottolinea ogni gesto di attacco, assume una funzione catartica – liberatoria.

La combattività rappresenta un elemento positivo necessario per un’affermazione sociale del bambino. In questa Disciplina “la gentilezza può controllare la forza”. Per questo motivo le arti marziali sono consigliate anche ai più piccoli.

I bambini possono avvicinarsi a queste Discipline all’età di cinque-sei anni, quando sono abbastanza grandi per capire e seguire gli insegnamenti del maestro e nello stesso tempo abbastanza piccoli da non aver paura di imparare a cadere.• La pratica delle prime posizioni, delle cadute delle varie arti marziali poi è un’ottima palestra di coordinazione motoria: con un bravo maestro i più piccoli acquisiscono subito i principi di lateralità corporea (avanti, dietro, destra, sinistra).• Le diverse posizioni ( del cavaliere…) stimolano nel bambino la percezione del baricentro così da imparare a spostare il peso da una parte all’altra del corpo, a prendere coscienza della propria forza di movimento, a imparare a saltare, cadere, abbassarsi e a lanciare il colpo con misura e a indirizzarlo all’avversario senza fargli male.• Nella pratica delle arti marziali si osserva il massimo rispetto delle regole e la correttezza è indispensabile. Per questo motivo sono Discipline consigliate ai bambini più irrequieti, che durante la lezione vengono guidati a moderare la loro energia e a concentrarsi per pensare al gesto successivo. Ma dato che le arti marziali sviluppano un grande senso di sicurezza di sé, sono consigliate anche ai bambini più tranquilli e timorosi, perché attraverso il loro svolgimento, riescono a scaricare gli eventuali piccoli stress della vita di ogni giorno e a vincere la paura e la timidezza che li caratterizza.

Da sfatare poi la credenza che le arti marziali siano adatte solo ai maschi, perché in realtà le bambine acquisiscono una maggiore sicurezza di sé e grazie alla loro facilità di concentrazione e di misura del movimento, maggiore rispetto ai maschi, hanno un’attitudine favorevole verso queste Discipline.• I bambini apprendono le nozioni fondamentali della disciplina divertendosi nello stesso tempo.

Ogni disciplina, ha delle caratteristiche che la rende peculiare rispetto alle altre. Le arti marziali (Kung Fu - ju-jitsu, karate, judo, Aikido per nominare solo alcune tra le più famose) fanno parte di quelle discipline che, operando attraverso il corpo, plasmano la mente. Sono, infatti, indicate come discipline particolarmente formative sul piano psicologico, un’arte antica che rafforza il corpo e la mente.

Disciplina e autocontrollo

Tra i vantaggi che derivano dalla loro pratica, un posto di rilievo assume il miglioramento delle capacità d’autocontrollo: aiutano, in altre parole, a valutare la situazione ed a reagire opportunamente. Su dei test che mettono in rapporto arti marziali e autocontrollo, la quasi totalità degli Allievi agonisti interpellati, ha riscontrato un miglioramento della capacità d'autocontrollo in situazioni non solo riguardanti la pratica in palestra, ma anche nella vita quotidiana. In base alle risposte ottenute, si evince che la pratica delle arti marziali favorisce il miglioramento dell'autocontrollo e l'aumentata capacità d'autocontrollo è dovuta al tipo di disciplina comportamentale che si esige nelle arti marziali.

Inoltre nelle arti marziali il contatto con l'altro (avversario) determina uno stress tale che costringe il discente ad inventare i mezzi per adattarsi mentalmente alla situazione che si crea in ogni incontro. Ciò provoca un comportamento riflesso anche nella vita di relazione al di fuori della semplice competizione in palestra, generando rapide modificazioni tendenti ad un adattamento della persona a nuove situazioni. Questo è in realtà un processo educativo.

Le arti marziali non sono quindi solo un'arte uno sport, ma una scuola di vita, una filosofia che aiuta a crescere meglio. Sono Arti formative perché insegnano la disciplina, l’ascolto e il rispetto delle regole.

A cura di Shifu.Master Domenico Gesmundo Presidente del World Csamo-Ekta Federation

 

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