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feb 4, 2010
Categoria: General
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gen 26, 2010
Categoria: General

Finalmente dopo mesi di attesa è disponibile on-line il nuovo sito della federazione.

Gli sforzi prodotti dallo staff, sia logistici che economici, hanno permesso la creazione di un nuovo mezzo per la divulgazione delle arti marziali per una giusta conoscenza di uno sport antico quanto l'uomo.

Karate

La storia della disciplina affonda le sue radici nell’isola di Okinawa (Giappone) nel XV secolo, periodo in cui vennero vietate le armi (per evitare il pericolo di insurrezioni popolari contro la dominazione cinese) e in cui vide una particolare fioritura il "combattimento a mano nuda", che è la traduzione letterale del termine karate.

Tra il XVII ed il XIX secolo l’isola di Okinawa fu sottoposta alla dominazione giapponese di un signore feudale ed in questo lasso di tempo si perfezionarono le tecniche di tale pratica (denominata allora okinawa-te) e se ne riconobbero il valore educativo e l’utilità pratica e sportiva, al punto da introdurne l’insegnamento nelle scuole a tutti i giovani giapponesi, non più costretti quindi ad allenarsi in clandestinità come era stato d’uso fino ad allora.

Nel corso del primo ventennio del XX secolo si diffusero e moltiplicarono le esibizioni del maestro Funakoshi (che formalizzò peraltro il nome dell’attività in karate) in tutto il Giappone e pochi anni dopo il karate passò dalle scuole alle università, oltrepassando i confini nazionali per fama e pratica.

Le due specialità principali in cui si divide la disciplina del karate sono:

  • Kata significa "forma" e prevede delle sequenze composte da gesti formalizzati che simulano combattimenti con avversari immaginari

  • Kumite è il combattimento reale, in cui si utilizzano tutti i colpi e le tecniche che impegnano ginocchia, gambe, braccia e gomiti

L’esercizio e l’attività agonistica

Il karate, impegnando a pieno tutto il corpo e necessitando di un’ottima tonicità muscolare e di un buono stato di tutte le principali articolazioni per essere svolto al meglio, si presenta come un’attività completa in senso ginnico e provoca un gran dispendio calorico ed energetico.

Nelle due specialità sopra citate prevale di volta in volta un aspetto legato alle caratteristiche del "gesto atletico": nel kata si privilegia l’aspetto isometrico, nel kumite quello isotonico.

Il potenziamento fisico e tattico è comunque sempre adattato in base ai soggetti e agli obiettivi dei singoli.

Per quanto attiene all’aspetto agonistico di questo sport, a seconda della specificità prescelta vengono svolte gare in cui si affrontano combattimenti (per il kumite) e simulazioni di pratiche (nel kata, in cui i punteggi vengono assegnati in base all’espressività, alla chiusura, al ritmo e alla buona presentazione delle tecniche da parte del concorrente).

L’età per svolgere l’attività agonistica va dai 13 ai 35 anni, e le categorie di concorrenti sono suddivise in base all’età, al peso e al grado di cintura.

L’abbigliamento tradizionale è composto da pantaloni lunghi e casacca bianchi (eccezionalmente possono essere neri) chiusi da una cintura colorata in vita, ed è conosciuto comunemente col nome di kimono, mentre in realtà la sua denominazione tecnicaè karate-gi.

Le cinture si suddividono in gradi che stanno ad indicare il livello di preparazione dell’atleta: si parte dal colore bianco, per poi passare al giallo, arancione, verde, blu, marrone e nero (all’interno di quest’ultima fascia ci sono ulteriori 7 livelli denominati "dan").

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