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 APPROFONDIMENTI SULLO STILE PRESENTATO AGLI STAGE

Baguazhang 八卦掌

Come nasce

Il Ba Gua Zhang è uno dei più importanti stili tradizionali del Kung-Fu cinese.

Il suo nome originario, “Zhuan Zhang”, fu successivamente mutato in Ba Gua Zhang; è noto anche come “Ba Gua Zhuan Zhang”, “You Shen Ba Gua Zhang”, “Rou Shen Ba Gua Zhang” e “Ba Gua Lian Huan Zhang”.

Le ultime generazioni del Ba Gua Zhang sono solite praticarlo con la tipica camminata in cerchio utilizzando 8 direzioni.

Le origini del Ba Gua Zhang sono piuttosto oscure ed esistono diverse versioni. Alcuni antichi documenti storici tramandano che questo stile fu creato dal famoso Maestro Dong Hai Chuan (1813 – 1882), vissuto nella provincia dello Hei Bei durante la dinastia Qing. Le tecniche sono simili allo stile taoista Zhuan Tian Zhun, che è un allenamento basato su passi circolari e tecniche di attacco e difesa.

Il principio base nel combattimento è “Yi Dong Wei Ben, Yi Bian Wei Fa” (movimenti continui, e tecniche basate su di essi). Nel 1866, dopo che Dong Hai Chuan insegnò a Pechino, il Pa Kua Chang cominciò a diffondersi rapidamente anche in altre regioni della Cina contribuendo a far conoscere anche i suoi principi fisici e le sue teorie sul combattimento; questo stile marziale di scuola interna viene studiato nelle nostre scuole.

L’allenamento si basa sullo Zhan Zhuang (posizione statiche), Xing Bu (passi) e camminata in cerchio.

I movimenti basilari delle gambe sono “Bai Kou Bu” (passo con oscillazione e chiusura) e “Tang Ni Bu” (camminare nel fango).
L’allenamento dei passi consiste nella camminata in cerchio con 8 direzioni. Il Ba Gua Zhang mostra chiaramente come nel combattimento l’utilizzo dei palmi, caratteristica principale di questo stile, sia più pratico ed efficace rispetto ai pugni.

Il combattimento utilizza i seguenti metodi: spingere, prendere, portare, togliere, piegarsi, oscillare, parare, afferrare, agganciare, colpire di pugno, chiudere, penetrare, bucare e puntare.

I movimenti del Ba Gua Zhang devono avere le seguenti caratteristiche: “muoversi come un drago, cambiare direzioni come una scimmia, cambiare i movimenti come un’aquila e restare tranquilli come una tigre”.

Il Ba Gua Zhang utilizza movimenti tranquilli per sconfiggere movimenti nervosi; ci si concentra sempre sulla difesa eludendo gli attacchi diretti dell’avversario ed attaccandolo con tecniche indirette.

 

DURANTE I NOSTRI STAGE, E' FORTEMENTE CONSIGLIATO PRENDERE APPUNTI  

 

Pensieri sul Kung Fu

Il Kung Fu è un'arte vasta e profonda come l'oceano e dall'esterno se ne può vedere solo la superficie.

Gli allievi devono considerare il Kung Fu come se fosse una scala costituita da tanti gradini. Ogni gradino è ugualmente importante, ogni gradino è difficile da superare.

È di estrema importanza salire la scala gradino per gradino e non cercare di saltarne qualcuno perché il ruzzolone sarebbe inevitabile.

Due cose sono ugualmente importanti per superare un gradino:

  1. la guida di un bravo Maestro,
  2. la pratica quotidiana dell'allievo.

Tre elementi sono poi necessari perchè l'allievo salga tutta la scala e non si arresti a metà o ruzzoli in fondo:

  1. Comprendere il Kung Fu con il corpo, praticando fisicamente con assiduità tutti gli esercizi fino a che il corpo non li abbia perfettamente assimilati;
  2. Comprendere il Kung Fu con il cuore, cioè amare il Kung Fu;
  3. Comprendere il Kung Fu con la mente, capendo il significato dei vari movimenti.

Solo così gli allievi saranno in grado di applicare correttamente le tecniche, e far fluire l'energia interiore, che è guidata dalla mente, nel punto giusto e nel momento giusto.

 

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Perchè fare uno Stage ?

Spesso un allievo si domanda per quale motivo oltre al proprio normale allenamento debba anche partecipare a degli STAGE.

E' importante sottolineare che lo STAGE, non è obbligatorio, sia ben chiaro, però esiste un motivo per il quale fare uno stage è spesso molto più utile di tanti allenamenti.

Uno stage può essere della nostra stessa disciplina oppure di un'altra. Nel caso della disciplina che pratichiamo normalmente di solito possiamo essere attratti da vari fattori: l'argomento, magari un programma avanzato che ci piacerebbe conoscere oppure solo perfezionamento, il fatto di praticare la nostra disciplina con altri praticanti che non sono i soliti che troviamo in palestra.

Lo stage con un'altra disciplina ovviamente di solito ci attrae per il fatto di conoscere qualcosa di diverso da ciò che pratichiamo normalmente così da non poter solo parlarne per sentito dire o per video visti sulla rete, ma perché davvero lo si è provato.

Una cosa fondamentale è l'affrontare l'allenamento con persone che non sono i nostri compagni di allenamento, anche se poi molti non lo fanno, ma preferiscono sempre allenarsi con qualcuno che già conoscono, ma in questo modo si perde una delle migliori occasioni per confrontarsi, capire ed imparare. Che sia uno stesso praticante di Kwoon - Dojo che arrivi da una disciplina differente, allenandosi con un praticante che non conosciamo apporterà comunque alla nostra pratica un qualcosa in più, e questo è uno dei fondamenti che un praticante iscritto ad uno stage dovrebbe apprendere.

Lo stage può dare estremi benefici alla nostra pratica, se vogliamo che la nostra pratica raccolga negli anni qualcosa di differente rispetto alla "normalità" di chi si allena lo stretto indispensabile. Negli anni, se si andrà avanti, questo cambierà la nostra visione di molte cose, e ci renderà più aperti mentalmente con un bagaglio tecnico più ampio.

Non crediamo che lo stage vada visto per forza con l'idea di tornare nel proprio Kwoon o Dojo e ricordarsi alla perfezione ciò che si è imparato in poche ore. Non crediamo possa essere questo il suo scopo, ma può avere molteplici scopi, tra cui l'arricchire il nostro bagaglio tecnico di insegnamenti diversi dai soliti che un giorno potranno tornarci in mente ed essere utili, aggiungere alla nostra pratica un qualcosa che abbiamo colto dal maestro che teneva il seminario, o addirittura far notare piccoli errori di pratica che fino a quel momento non ci eravamo resi conto di avere, oppure può essere visto come prova per se stessi di capire cosa riusciamo ad immagazzinare in 3, 4, 6 ore di stage di un programma a noi sconosciuto. Crediamo che un buon praticante, con anni di allenamento alle spalle possa differenziarsi anche in questo, non solo su quanto è bravo e capace nell'eseguire determinate tecniche, ma quanto riesce ad apprendere, ricordare e caricare nel proprio bagaglio tecnico dopo aver frequentato uno Stage.

Se avete il tempo da dedicare ad uno stage fatelo.

Ovvio, il programma deve richiamare la vostra attenzione, ma non per forza deve essere qualcosa che voi non conoscete, molte volte il miglior stage lo farete su una parte del programma che già avete appreso, perché è probabile abbiate l'occasione di impararlo meglio. Anche se lo stage è tenuto dal vostro stesso insegnante, ma è uno stage aperto a molte persone, cogliete l'occasione, perché il vostro insegnante potrebbe mostrare in quel momento un lato diverso da quello che è l'insegnamento in palestra e vi aprirà la mente.

Non esiste un limite di "anzianità" di pratica per poter frequentare uno Stage, il limite è solo mentale. Se uno pensa di non aver più o mai bisogno di altri insegnamenti, crediamo abbia terminato la propria carriera nelle arti marziali.

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